La difesa fitosanitaria rappresenta un’attività imprescindibile per garantirsi un raccolto abbondante e di qualità. Una buona strategia di protezione delle piante deve partire dalla vicinanza alla coltura ed essere sostenuta da dati che velocizzino il processo decisionale, per rispondere prontamente alle esigenze della stagione.
L’agricoltura di precisione e l’utilizzo dei DSS (Sistemi di Supporto alle Decisioni) si collocano naturalmente all’interno di questo processo virtuoso, razionalizzando la mole di informazioni di cui tecnico e agricoltore dispongono e fornendo le basi per scelte tempestive e agronomicamente valide.

La nascita della difesa integrata
L’attuale impostazione della difesa fitosanitaria, basata su una gestione integrata e sostenibile della produzione, è frutto di un lungo percorso partito agli inizi degli anni ’70. In quegli anni il settore primario si è evoluto verso una gestione più consapevole e razionale degli input chimici attraverso la lotta guidata.
Il filo conduttore di tale processo evolutivo è stata la ricerca del migliore compromesso possibile nella gestione dei danni causati dalle specie nocive, considerando non solo il costo economico immediato degli interventi, ma anche quelli tossicologici, ambientali e sociali, per definire così la reale convenienza degli interventi di lotta. In questo modo sono state messe le basi per la nascita della difesa integrata, passando da interventi di difesa fissi (“a calendario”) a trattamenti subordinati alla reale necessità.

Confronto tra interventi a calendario e valutazioni basate sulla reale necessità della coltura (Illustrazione realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale e sottoposta a revisione editoriale)
A partire dagli anni ’90, le evoluzioni normative a livello comunitario hanno riconosciuto la difesa integrata come pratica virtuosa, associandovi sostegni economici e definendo criteri comuni, disciplinari, soglie di intervento e limitazioni d’uso dei prodotti fitosanitari.
Successivamente, con la Direttiva 128/2009, l’unione Europea ha reso la difesa integrata obbligatoria per tutte le aziende agricole. In questa logica, la protezione delle colture non dipende soltanto dalla scelta del prodotto fitosanitario, ma viene basata su alcuni principi generali:
- utilizzo di pratiche agronomiche come primo strumento di prevenzione: rotazioni, scelta varietale, gestione del suolo, tutela degli organismi utili
- monitoraggio in campo degli organismi nocivi per scegliere la corretta strategia di difesa
- utilizzo di soglie di intervento scientificamente attendibili
- ricorso prioritario a mezzi biologici, biotecnologici, fisici o agronomici quando disponibili
- scelta di pesticidi tra quelli aventi minimi effetti su salute umana e organismi utili
- riduzione del numero di trattamenti
- messa in atto di strategie anti-resistenza
In questo quadro, la difesa integrata non rappresenta quindi solo un insieme di vincoli, ma un metodo di gestione che richiede conoscenza, dati, assistenza tecnica e strumenti decisionali capaci di aiutare agricoltori e tecnici a intervenire solo quando necessario e nel modo più appropriato.
Diminuzione e cambiamento del portafoglio prodotti
Seguendo la scia di una maggiore sostenibilità ambientale, negli ultimi venti anni abbiamo assistito ad un cambiamento del portafoglio di prodotti fitosanitari. Numerose ricerche mostrano come il numero e la tipologia di sostanze attive autorizzate in Europa si è evoluto. Uno studio di Marchand PA (2023) ne evidenzia il trend:
- con l’entrata in vigore del Regolamento 1107/2009 molte sostanze “storiche” sono state eliminate
- le 342 sostanze inizialmente presenti nell’Allegato I della Direttiva 91/414 sono diventate 298 nel Regolamento 540/2011
- tra il 2011 e il 2018 il numero complessivo di sostanze approvate è aumentato fino a circa 502, grazie soprattutto all’introduzione di:
- microorganismi,
- sostanze di biocontrollo,
- sostanze a basso rischio;
- dal 2018 in poi il numero totale ha iniziato nuovamente a diminuire, perché le nuove approvazioni di sostanze chimiche sono diventate molto poche, mentre continuavano le revoche e i mancati rinnovi. In totale dal 2018 al 2022 si è avuta una perdita di 53 sostanze attive
Allo stesso modo, la Commissione Europea riporta alcuni numeri molto interessanti sull’evoluzione delle sostanze attive autorizzate:
- 25 anni fa circa 1000 sostanze attive erano disponibili sul mercato europeo
- oggi ne rimangono circa 500
- approssimativamente il 25% delle sostanze oggi autorizzate sono:
- microorganismi,
- feromoni,
- estratti vegetali,
- altre sostanze considerate a basso rischio.

In 25 anni le sostanze attive presenti sul mercato si sono quasi dimezzate e le loro caratteristiche sono cambiate. La trasformazione del portafoglio prodotti, con un peso crescente di soluzioni biologiche e a basso rischio, richiede una gestione agronomica più accurata e una maggiore integrazione con strumenti di supporto alle decisioni, che aiutano a individuare il momento ottimale di intervento e a massimizzare l’efficacia dei prodotti disponibili.
Come i Sistemi di Supporto alle Decisioni si inseriscono nella difesa integrata
I Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS) rappresentano una risposta alla complessità tecnica e normativa che vive oggi l’agricoltura, fornendo una sintesi a livello aziendale di quali siano le principali problematiche e rischi su cui intervenire.
Il DSS è composto da diversi strumenti, che possono essere suddivisi in tre macroaree:
- strumenti di controllo: corrispondenti all’insieme di informazioni provenienti dal campo, osservate dall’agricoltore o dal tecnico o misurate da sensoristica (stazioni meteorologiche, dati satellitari, droni, analisi del suolo, ecc.)
- strumenti di previsione: elaborano i dati a disposizione tramite algoritmi e forniscono una stima del rischio di sviluppo di infezioni e fitofagi, stress idrici e nutrizionali
- strumenti di decisione e prescrizione: in grado di razionalizzare la mole di informazioni elaborate dal DSS, fornendo al decisore un quadro sintetico e rappresentativo della situazione aziendale.


I Sistemi di Supporto alle Decisioni, uniti alle competenze tecniche e alla conoscenza aziendale, offrono numerosi vantaggi ad agricoltori e tecnici:
- scelte tempestive, grazie a modelli che prevedono lo stato di avanzamento dei principali stress biotici ed abiotici, evitando periodi di sofferenza prolungati o interventi tardivi
- misurazione rapida dello stato di salute delle colture, delle zone a più basso vigore e dell’efficacia delle operazioni svolte, grazie a indici di vegetazione calcolati tramite immagini satellitari
- analisi automatica e rapida dei dati a disposizione, per massimizzare il numero di campi e aziende gestite ed efficientare il proprio lavoro
- definizione di strategie agronomicamente appropriate secondo un approccio orientato al reddito, alla qualità dei prodotti e ad un ridotto impatto ambientale
Innovazione e accessibilità con il DSS di Agricolus
L’introduzione di sistemi innovativi di gestione agronomica vede oggi una barriera importante, rappresentata dall’accessibilità degli strumenti, che devono essere facili e intuitivi. Agricolus da anni si impegna per questo, offrendo una piattaforma semplice nell’utilizzo e un supporto tecnico personalizzato per trasferire all’utente le competenze necessarie. Inoltre, la presenza di una app per smartphone consente ai DSS di entrare direttamente in campo, facilitando la compilazione delle informazioni e la visualizzazione dei consigli agronomici.


Casi d’uso
Grazie al lavoro congiunto tra rete tecnica commerciale e team di Ricerca e Sviluppo, in Agricolus investiamo in attività di validazione e test in campo di modelli previsionali e pratiche innovative. Questo ci hanno permesso di sviluppare strumenti tarati sulle esigenze aziendali e orientati ad una gestione ottimale della difesa.
Difesa del vigneto: il modello peronospora
Il modello di difesa per peronospora della vite di Agricolus descrive il ciclo infettivo di Plasmopara viticola a partire da dati di pioggia, temperatura, umidità, e bagnatura fogliare misurati in campo da stazioni meteo, per stimare i momenti in cui il patogeno può generare infezioni primarie e secondarie.
Una caratteristica importante del modello peronospora è la considerazione della maturazione delle oospore, cioè le forme con cui il patogeno sopravvive durante l’inverno nei residui fogliari e che rappresentano la principale fonte di inoculo in primavera per le infezioni primarie.
Dopo le prime infezioni, il modello segue anche l’evoluzione delle infezioni secondarie, legate alla sporulazione sulle lesioni già presenti e alla successiva diffusione del patogeno in condizioni favorevoli. Infine, fornisce indicazioni sul grado di incubazione della malattia, permettendo di prevedere la comparsa dei sintomi dopo l’avvenuta infezione.

Figura 1 – Grafico della piattaforma Agricolus: In rosa sono i periodi in cui la vite è stata coperta da trattamento; le linee rosse rappresentano l’incubazione di infezioni primarie, le linee gialle le incubazioni di infezioni secondarie.

Figura 2 - Grafico della piattaforma Agricolus: modello nell’ipotesi in cui non siano stati inseriti trattamenti.
Dal punto di vista operativo, il modello si interfaccia con i trattamenti eseguiti, azzerando il rischio di infezione nel caso in cui sia stato inserito un trattamento e fornisce una previsione fino a sette giorni delle infezioni, favorendo l’applicazione di prodotti di copertura anziché curativi.

Ciclo vitale della Peronospora viticola - fonte: Caffi et al., 2021
Il modello peronospora di Agricolus, unito alle competenze tecniche e all’osservazione in campo:
- permette di evitare trattamenti non necessari, validando la valutazione tecnica di campo
- riduce l’impatto ambientale della difesa, favorendo l’applicazione di prodotti di copertura
- orienta i monitoraggi in campo, indicando il momento di comparsa dei sintomi
- consente un posizionamento appropriato degli interventi di difesa, simulando con dettaglio lo sviluppo del patogeno
Difesa dell’olivo: modelli previsionali per la mosca
Su olivo Agricolus consente di gestire la difesa integrando due modelli previsionali specifici per Bactrocera oleae: il primo descrive la dinamica di sviluppo delle generazioni dell’insetto, in cui la crescita dipende dall’andamento delle temperature medie orarie; il secondo stima la mortalità della popolazione in funzione delle temperature elevate, che rappresentano un fattore limitante sia per gli adulti (riducendone la fertilità e la sopravvivenza), sia per le uova e le larve nelle drupe più esposte alla radiazione solare.
In una prova in campo svolta nel 2025 in Toscana, abbiamo potuto notare come l’utilizzo dei modelli previsionali abbia consentito una riduzione importante degli interventi adulticidi.
Le figure 1 e 2 mostrano graficamente i modelli di sviluppo e mortalità della mosca.

Fig.1 - Grafico della piattaforma Agricolus: modello di sviluppo della mosca delle olive che mostra le curve di presenza degli adulti per la prima e seconda generazione. Le bande in rosa indicano il periodo di copertura dei 4 trattamenti inseriti dall’utente.

Fig.2 - Grafico della piattaforma Agricolus: modello mortalità di Bactrocera oleae. La linea arancione indica la mortalità giornaliera, la linea rossa la mortalità cumulata settimanale. Il picco di mortalità giornaliera della prima metà di agosto riflette l’andamento della temperatura estiva molto elevata che ha fortemente limitato la sopravvivenza degli adulti di prima generazione in quel periodo. Lo sfruttamento delle condizioni termiche sfavorevoli all’insetto come fattore di contenimento complementare agli interventi insetticidi rappresenta una strategia sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.
Risulta chiaro come l’insetto abbia verosimilmente completato 3 generazioni nel corso della stagione, con picco degli adulti di prima generazione intorno al 20 agosto e quello della seconda tra il 17 e il 19 settembre.
Queste informazioni hanno guidato la pianificazione degli interventi adulticidi, consentendo di intervenire nei momenti di massima vulnerabilità dell’insetto e di distribuire i trattamenti in modo da garantire una copertura continua durante le fasi di volo più critiche. Il tutto è evidente soprattutto per la seconda generazione in Figura 1 e per la prima generazione in Figura 2.
L’utente, vedendo l’avanzamento degli stadi giovanili nei primi giorni di agosto e una scarsa mortalità, ha optato per un intervento adulticida per intercettare i primi adulti sfarfallati. Durante il picco di sfarfallamento, la mortalità elevata ha garantito il contenimento della popolazione e l’utente ha ritenuto non necessario alcun intervento insetticida.
L’utente, vedendo l’avanzamento degli stadi giovanili nei primi giorni di agosto e una scarsa mortalità, ha optato per un intervento adulticida per intercettare i primi adulti sfarfallati. Durante il picco di sfarfallamento, la mortalità elevata ha garantito il contenimento della popolazione e l’utente ha ritenuto non necessario alcun intervento insetticida.

Per la seconda generazione, al contrario, i trattamenti sono stati collocati in modo da coprire l’intero periodo di presenza degli adulti, vista anche la scarsa mortalità dovuta alle temperature più contenute.
Grazie ai modelli previsionali che combinano dati agrometeorologici, fenologia dell’olivo e dinamiche di popolazione del fitofago, l’agricoltore ha potuto collocare gli interventi adulticidi nel momento di massima efficacia, garantendo una copertura continua durante le fasi di volo più critiche, con un numero di trattamenti (quattro) decisamente inferiore rispetto agli otto consentiti dal disciplinare di produzione integrata.
Conclusioni
L’agricoltura di precisione e l’utilizzo di Sistemi di Supporto alle Decisioni può facilitare la transizione verso un’agricoltura maggiormente sostenibile e redditizia, nel rispetto delle norme vigenti in merito alla difesa integrata obbligatoria.
La conoscenza approfondita delle dinamiche di sviluppo dei principali agenti patogeni e l’elaborazione dei numerosi dati di cui oggi siamo a disposizione rende possibile una riduzione del numero di interventi necessari alla difesa, così da ottimizzare i costi e massimizzare le rese.


