Difendere le colture in modo efficiente e consapevole: questo è l’imperativo che oggi guida l’assistenza tecnica. Agricolus ne è cosciente e si pone come alleato di agricoltori e professionisti, offrendo strumenti di supporto alle decisioni e controllo dell’andamento della produzione per razionalizzare la difesa fitosanitaria.
Durante l’annata agraria 2025 è stato condotto con successo il progetto Agricolus Monitora, che ha permesso di validare e ottimizzare i nostri DSS.

Il contesto climatico e produttivo delle ultime stagioni
Ripercorrendo le ultime tre stagioni agrarie, dal 2023 a oggi, la produttività delle principali colture italiane ha subito l’effetto di una grande variabilità climatica, che si è tradotta in perdite produttive causate da malattie fungine e stress idrici.
Gli eventi più rilevanti in termini di riduzione delle rese si sono verificati su vite nel 2023, con le produzioni scese ai minimi storici a causa di infezioni da peronospora, e su grano tenero nel 2024, dove la presenza di micotossine ha ridotto notevolmente la qualità dei raccolti.1
Fitofagi e patogeni: un rischio crescente
In un contesto climatico che cambia, fitofagi e agenti patogeni rappresentano sempre più un rischio e un elemento di incertezza: l’aumento delle temperature causa, infatti, anticipazione e incremento di infezioni e attacchi.
Il mondo accademico conduce da diversi anni simulazioni, integrando modelli climatici e biologici, con lo scopo di determinare come il cambiamento climatico influenzerà il comportamento di insetti e funghi patogeni a medio e lungo termine.
Grazie a questo lavoro sono state fatte alcune stime:
- su vite la peronospora vedrà un aumento del numero di infezioni, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, causando una media di due trattamenti in più all’anno (Salinari et al., 2006)2
- nelle aree più calde e redditizie l’incremento termico potrebbe ridurre la resa dell’uva a causa di attacchi da parte di tignoletta (Lobesia botrana), dovuti a una maggiore asincronia tra lo sviluppo delle larve e gli stadi di crescita resistenti della vite; allo stesso tempo, gli attacchi di oidio dovrebbero ridurre la loro gravità (Caffarra et al., 2012)3
- anche il rischio di ruggine sembra dover aumentare in termini di intensità e frequenza, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, mentre è previsto un brusco stop degli attacchi in estate (Launay et al., 2020)4
- stessi trend sono stimati per l’aumento delle micotossine su frutta e cereali, in particolare aflatossine su mais (Battilani et al., 2016)5
- studi più ampi (Gullino et al., 2022)6 confermano che, nel complesso, il rischio di fitofagi in agricoltura tenderà a aumentare sotto gli scenari di cambiamento climatico, in particolare nelle regioni attualmente più fredde, come quelle temperate e subtropicali.
Riduzione dei principi attivi e incertezze del settore
Un secondo fattore di instabilità che il mondo agroalimentare vive con molta preoccupazione è la tendenza di riduzione dei principi attivi utilizzabili per la difesa e del numero di interventi concessi contro le varie avversità, per cui sono previsti ulteriori cali produttivi e scarsa competitività sul mercato. Tutto questo genera numerosi interrogativi riguardo l’evoluzione della fitoiatria.
Nella situazione di incertezza climatica e politica appena descritta, la redditività delle produzioni agricole è sempre più connessa ad un’elevata competenza tecnica e imprenditoriale.
In questo quadro si inserisce l’agricoltura di precisione che, attraverso l’integrazione e l’elaborazione complessa di dati climatici e di campo, può supportare e facilitare le aziende nel prendere decisioni più consapevoli e sicure.
Un secondo fattore di instabilità che il mondo agroalimentare vive con molta preoccupazione è la tendenza di riduzione dei principi attivi utilizzabili per la difesa e del numero di interventi concessi contro le varie avversità, per cui sono previsti ulteriori cali produttivi e scarsa competitività sul mercato. Tutto questo genera numerosi interrogativi riguardo l’evoluzione della fitoiatria.
Nella situazione di incertezza climatica e politica appena descritta, la redditività delle produzioni agricole è sempre più connessa ad un’elevata competenza tecnica e imprenditoriale.

In questo quadro si inserisce l’agricoltura di precisione che, attraverso l’integrazione e l’elaborazione complessa di dati climatici e di campo, può supportare e facilitare le aziende nel prendere decisioni più consapevoli e sicure.
Il progetto Agricolus Monitora: obiettivi e metodologia
Agricolus, attraverso la propria modellistica previsionale, consente di conoscere le fasi di sviluppo degli insetti dannosi e il rischio di infezioni fungine, determinando le finestre più opportune per svolgere trattamenti. In questo modo si garantiscono tempestività di intervento, strategie di difesa efficienti e riduzione delle perdite produttive.
Per offrire un servizio professionale e sempre aggiornato rispetto allo sviluppo delle principali avversità sotto l’influenza di vari fattori, tra cui il cambiamento climatico, è necessario validare continuamente i modelli previsionali, testando il loro funzionamento.

Agricolus - modello previsionale di difesa per la Peronospora della vite
A questo fine è stato introdotto il “progetto Monitora”, un’attività interna ad Agricolus che ha avuto l’obiettivo di:

- validare i nostri DSS attraverso un costante confronto tra gli output prodotti e la realtà di campo.
- aumentare la consapevolezza e le conoscenze del team sull’utilizzo della modellistica per la consulenza aziendale, incrementando la qualità del nostro supporto tecnico.
Il progetto Monitora è stato svolto grazie al lavoro congiunto tra il gruppo di ricerca e i tecnici commerciali di Agricolus, con la supervisione e la consulenza di Tiziano Galassi, responsabile della difesa integrata in Emilia-Romagna per oltre 20 anni, duranti i quali ha curato la costruzione e validazione della modellistica previsionale.


L’attività di monitoraggio territoriale dei modelli previsionali ha avuto luogo da gennaio a settembre 2025: è stata condotta presso undici aziende agricole con diverse attitudini produttive, localizzate in sette regioni Italiane: Abruzzo, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte.
Il progetto si è focalizzato su vite, frumento duro e tenero, mais e pomodoro da industria, analizzando gli output dei modelli di difesa e sviluppo fenologico.



Metodologia operativa
Per valutare correttamente le prestazioni dei modelli previsionali, è stata impostata la seguente metodologia:
- selezione di campi significativi in ogni azienda agricola secondo criteri di rappresentatività, livello di pressione delle principali fitopatie e vicinanza alle stazioni meteo;
- controllo quindicinale degli output dei modelli previsionali;
- confronto con le aziende agricole da parte dei tecnici commerciali di Agricolus in merito a fase fenologica della coltura, infezioni e catture rilevate, numero e tipologia di trattamenti svolti;
- raccolta feedback da parte di consulenti esterni in merito alla pressione di insetti e patogeni a livello territoriale;
- discussione congiunta dei risultati insieme ai ricercatori di Agricolus per la validazione dei modelli e la raccolta delle evidenze risultanti dall’analisi svolta.
Risultati e benefici della validazione territoriale
Al termine del primo anno, il progetto Agricolus Monitora ha prodotto numerosi benefici, consentendo di:
- allineare i suggerimenti generati dai modelli con le più corrette strategie di lotta, permettendo ad aziende e tecnici di prendere agevolmente decisioni per la difesa delle colture;
- conoscere tempestivamente imprecisioni nel funzionamento dei modelli, per aggiornare e correggere gli algoritmi sulla base delle più recenti evidenze scientifiche;
potenziare i DSS, secondo le necessità esposte dai professionisti del settore, aumentando il dettaglio degli output (aggiunte 13 fasi fenologiche in più per i cereali autunno-vernini) e il numero di variabili considerate per le previsioni.
La validazione su scala territoriale dei modelli previsionali ha confermato la bontà di quanto sviluppato finora da Agricolus, generando importanti sinergie tra mondo agricolo e digitale: tale collaborazione sarà sempre più determinante per realizzare processi virtuosi di innovazione ed efficientamento nel mondo agroalimentare.
Siamo pronti a ripartire con il secondo anno di progettualità, con l’obiettivo di ingrandire ancora il bacino territoriale di test, aumentarne la frequenza e consolidare i preziosi rapporti di collaborazione creati.
Al termine del primo anno, il progetto Agricolus Monitora ha prodotto numerosi benefici, consentendo di:
- allineare i suggerimenti generati dai modelli con le più corrette strategie di lotta, permettendo ad aziende e tecnici di prendere agevolmente decisioni per la difesa delle colture;
- conoscere tempestivamente imprecisioni nel funzionamento dei modelli, per aggiornare e correggere gli algoritmi sulla base delle più recenti evidenze scientifiche;
- potenziare i DSS, secondo le necessità esposte dai professionisti del settore, aumentando il dettaglio degli output (aggiunte 13 fasi fenologiche in più per i cereali autunno-vernini) e il numero di variabili considerate per le previsioni.

La validazione su scala territoriale dei modelli previsionali ha confermato la bontà di quanto sviluppato finora da Agricolus, generando importanti sinergie tra mondo agricolo e digitale: tale collaborazione sarà sempre più determinante per realizzare processi virtuosi di innovazione ed efficientamento nel mondo agroalimentare.
Siamo pronti a ripartire con il secondo anno di progettualità, con l’obiettivo di ingrandire ancora il bacino territoriale di test, aumentarne la frequenza e consolidare i preziosi rapporti di collaborazione creati.
Bibliografia
- https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/seminativi/grano-tenero-2024-un-terzo-della-produzione-e-foraggero/
- Salinari et al., 2006 – Salinari, F.; Giosuè, S.; Rettori, A.; Rossi, V.; Tubiello, F.N.; Spanna, F.; Rosenzweig, C.; Gullino, M.L. Downy downy mildew (Plasmopara viticola) epidemics on grapevine under climate change. Glob. Change Biol., 2006, 12, 1299–1307.
- Caffarra et al., 2012 – Amelia Caffarra, Monica Rinaldi, Emanuele Eccel, Vittorio Rossi, Ilaria Pertot, Modelling the impact of climate change on the interaction between grapevine and its pests and pathogens: European grapevine moth and powdery mildew, Agriculture, Ecosystems & Environment, Volume 148, 2012, Pages 89-101, ISSN 0167-8809, https://doi.org/10.1016/j.agee.2011.11.017.
- Launay et al., 2020 – Launay, M.; Zurfluh, O.; Huard, F.; Buis, F.; Bourgeois, G.; Caubel, J.; Huber, L.; Bancal, M.O. Robustness of crop disease response to climate change signal under modelling uncertainties. Agr. Syst. 2020, 178, 102733
- Battilani et al., 2016 – Battilani, P.; Toscano, P.; van der Fels-Klerx, H.J.; Moretti, A.; Camardo Leggieri, M.; Brera, C.; Rortais, A. Aflatoxin B1 contamination in maize in Europe increases due to climate change. Sci. Rep. 2016, 6, 24328.
- Gullino et al., 2022 – Gullino, M.L.; Albajes, R.; Al-Jboory, I.; Angelotti, F.; Chakraborty, S.; Garrett, K.A.; Hurley, B.P.; Juroszek, P.; Lopian, R.; Makkouk, K.; et al. Climate Change and Pathways Used by Pests as Challenges to Plant Health in Agriculture and Forestry. Sustainability 2022, 14, 12421. https://doi.org/10.3390/su141912421


