Il Black rot – detta anche muffa nera o marciume nero – è una malattia fungina causata da Guignardia bidwellii che colpisce la vite, interessando principalmente le foglie, i tralci e soprattutto i grappoli, con perdite produttive potenzialmente significative.

Negli ultimi anni questa patologia ha mostrato una crescente diffusione in diverse regioni italiane, destando preoccupazione tra i viticoltori riguardo la difesa.

Dati di infestazione nella stagione 2024

anteprima di una foglia di vite aggredita dal fungo Guignardia, causa del Black rot

Pic from Clemson University – USDA Cooperative Extension Slide Series, Bugwood.org

Nel 2024 il Black Rot ha continuato la sua espansione in Italia. In particolare, la Regione Veneto ha segnalato un incremento dei casi, con infezioni rilevate sulla vite sia in zone collinari che di pianura.

Questo aumento è stato attribuito a condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo del fungo, come elevata umidità e temperature miti. ​

Sintomi del Black rot

Il Black rot può manifestarsi su diversi organi della vite:​

  • foglie – compaiono macchie rotonde con margine scuro. All’interno di queste macchie si sviluppano picnidi, strutture nere e lucide che contengono le spore del fungo. ​
  • germogli e rachide – si osservano lesioni necrotiche allungate di colore biancastro, spesso ricoperte da picnidi. Queste lesioni possono compromettere lo sviluppo dei germogli e la funzionalità del rachide. ​
  • acini – gli acini infetti presentano inizialmente macchie puntiformi di colore marrone chiaro, che si espandono rapidamente. Successivamente diventano neri, raggrinziscono e si mummificano.

Il fungo si sviluppa in condizioni di elevata umidità, temperature tra i 16°C e i 30°C e presenza di piogge o bagnatura fogliare prolungata. Il periodo più critico è tra maggio e luglio, soprattutto in vigneti dove la malattia è già comparsa negli anni precedenti: per questo la prima fase della stagione vegetativa è particolarmente delicata.

acini di uva in grappolo marciti a causa del black rot

Pic from Clemson University – USDA Cooperative Extension Slide Series, Bugwood.org

Cura e strategie di controllo

La gestione del Black rot richiede un approccio integrato che combina pratiche agronomiche e trattamenti fitosanitari:​

  • misure agronomiche – è fondamentale eliminare le fonti di inoculo all’interno del vigneto: questo include la rimozione e distruzione dei grappoli e dei tralci infetti durante la potatura.
  • trattamenti fitosanitari – l’uso di fungicidi specifici è efficace nel controllo del Black rot: un intervento tempestivo nel momento fenologico più idoneo risulta fondamentale.

Gli strumenti digitali di Agricolus per la difesa da Black rot

L’adozione di tecnologie di agricoltura di precisione offre nuove opportunità per monitorare e difendersi dal Black rot.

Le spore del fungo si diffondono con le piogge, raggiungendo nuovi tessuti vegetali; le infezioni secondarie si moltiplicano in presenza di condizioni favorevoli durante tutta la stagione: per questo è essenziale avvalersi di modelli previsionali che stimano l’evoluzione della malattia, in modo da contrastarla con tempestività.

Nel DSS di Agricolus per la vite è adesso presente anche il modello per la difesa dal Black rot (oltre a Oidio, Peronospora, Muffa grigia e Tignoletta). Il modello utilizza dati meteo – temperatura, umidità, pioggia – per simulare il ciclo biologico del patogeno e identificare le fasi di rischio.

Schermata della piattaforma Agricolus con il dettaglio del modello previsionale di difesa per il Black rot della vite vite
Black rot in Agricolus

Grafico del modello previsionale di difesa per il Black rot

Quando le condizioni sono favorevoli allo sviluppo del Black rot, il sistema invia un avviso di rischio. Il modello considera sia le infezioni primarie, dovute alle spore svernanti, sia quelle secondarie, che possono moltiplicarsi nel corso della stagione in condizioni favorevoli.

Questa malattia rappresenta una minaccia crescente per la viticoltura italiana: una gestione efficace richiede un approccio che combini pratiche agronomiche tradizionali con le moderne tecnologie, al fine di preservare la salute dei vigneti e garantire produzioni di qualità.​

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