Agricoltore in campo

PAC: il modello AKIS, tra ricerca e innovazione

Dottore in Sviluppo rurale sostenibile

La Politica Agricola Comune, nella sua prossima programmazione 2023 – 2027, si pone gli obiettivi di promuovere un settore agricolo smart e resiliente, sostenere la salvaguardia di ambiente e clima e stimolare lo sviluppo e l’occupazione nelle aree rurali.

La realizzazione e accelerazione di questo percorso sarà perseguita grazie alla ricerca e all’innovazione attraverso il cosiddetto modello AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation Systems – Sistema di conoscenza e innovazione in campo agricolo).

Ma cosa si intende per AKIS?

La definizione maggiormente condivisa di modello AKIS è quella impiegata in un documento dell’Ocse del 2012: «Il Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura (Agricultural Knowledge and Innovation System – Akis) è un insieme di organizzazioni e/o persone, compresi i collegamenti e le interazioni fra loro, che operano nella generazione, trasformazione, trasmissione, archiviazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo di conoscenze e informazioni, con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico per supportare il processo decisionale, la risoluzione dei problemi e l’innovazione in agricoltura».

L’Unione europea, lo Stato e le Regioni sono le istituzioni che attuano le politiche e i relativi interventi di sviluppo dell’Akis. Ciascuna legifera e sostiene finanziamenti in ambiti specifici in un sistema integrato in cui opereranno congiuntamente diversi attori chiave: imprese agricole, imprese forestali e piccole e medie imprese con particolare riferimento a quelle di prima trasformazione o distribuzione alimentare, consulenti, ricercatori, imprese di comunicazione, ma anche le Organizzazioni degli agricoltori.

Perchè?

La futura PAC dovrà incentivare maggiormente le sinergie con le politiche di ricerca e innovazione, promuovendo lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione.

Elementi che rendono possibili grandi avanzamenti in termini di efficienza, che possono ridurre l’impatto ambientale dei processi agricoli e ridurre i costi per gli agricoltori.

Agricoltore in campo con tablet

Le innovazioni digitali in agricoltura, organizzative e relative ai processi di produzione, sono a portata di mano e possono favorire la multifunzionalità dei sistemi agricoli e alimentari dell’Unione Europea.

In un settore agricolo in cui l’implementazione di nuove tecnologie rimane poco estesa a livello europeo, con uno specifico bisogno di promuovere l’accesso delle piccole e medie imprese agli strumenti digitali, i risultati di sostenibilità economica, ambientale e sociale saranno collegati a servizi che forniranno conoscenze, consulenza, competenze e innovazione.

Funzioni e operatività

Sulla base delle informazioni delineate anche dalla Rete Rurale Nazionale, le funzioni prioritarie dell’Akis comprendono:

  1. promuovere la relazione fra le componenti del sistema della conoscenza e fra queste e gli utenti;
  2. diffondere innovazioni e sostenerne l’adozione presso le imprese;
  3. far emergere i bisogni delle imprese;
  4. sostenere gli obiettivi di politica: competitività, sostenibilità, qualità delle produzioni, inclusione sociale;
  5. promuovere la crescita del capitale umano in agricoltura anche mediante tecnologie di comunicazione più moderne;
  6. sostenere le tre componenti fondamentali dell’Akis: ricerca, formazione, consulenza;
  7. promuovere la formazione degli operatori dell’Akis;
  8. incentivare le relazioni del sistema con la società civile e le sue istanze.

Le componenti operative dell’Akis, ossia i soggetti competenti in materia di produzione e diffusione di conoscenza e innovazione, possono essere individuati all’interno di quattro macro-aree:

  • ricerca e sperimentazione;
  • consulenza e/o divulgazione;
  • formazione professionale;
  • tecnologie avanzate di supporto.

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