Muffa Grigia della vite: prevenzione e monitoraggio

Muffa grigia vite
Emanuele RanieriEntomologo, Data Analyst, PhD

Si parla di Botrite, Muffa Grigia, Marciume Grigio o in particolari casi anche di Muffa Nobile, ma ci si riferisce sempre alla stessa cosa: una malattia causata da un fungo di nome Botrytis cinerea che interessa una grande varietà di piante da reddito e non (come pomodori, fragole, etc.).

Nonostante i numerosi ospiti, questo fungo parassita prende il nome dalla pianta con cui nel tempo ha instaurato un rapporto di amore/odio: la vite. βότρυς infatti in greco significa grappolo/uva, mentre cinerea è una parola latina che fa riferimento alla tipica e riconoscibile sporata grigio cenere che produce.

Muffa cattiva o muffa buona?

L’infezione da Muffa grigia non è sempre deleteria per la produzione vitivinicola (nella maggior parte dei casi si ovviamente).

In alcune circostanze infatti è una condizione tutt’altro che evitata, anzi promossa per la produzione di una particolare tipologia di vino: il muffato, un vino dolce naturale con particolari e ricercati profili di aroma e di sapore.

Ciclo vitale

Del genere Botrite fanno parte una serie di funghi anamorfici (cioè che nel maggiore dei casi si riproducono per via asessuata) che producono una grande quantità di spore chiamate conidi.

Dopo aver raggiunto l’ospite, le spore germinano in funzione dei parametri ambientali quali umidità e temperatura. La germinazione consiste nella produzione di strutture specializzate (tubuli, appressori) al fine di penetrare nei tessuti della pianta ospite, come foglie e frutti.

Una volta entrate, le cellule del fungo continuano a crescere, svilupparsi e a produrre metaboliti che danneggiano la pianta fino alla morte dei tessuti. A seguito di questo evento, la Muffa grigia continua a vivere come saprofita: riesce cioè a trarre nutrimento a carico di materia organica morta.

Il ciclo termina con la produzione di spore che consentono la conservazione e la diffusione nell’ambiente dell’organismo stesso.

Le condizioni termo-igrometriche da monitorare per lo sviluppo del fungo sono:

  • temperatura
  • umidità dell’aria
  • bagnatura fogliare

La temperatura è un fattore di secondaria importanza, dal momento che il fungo cresce in un intervallo termico molto elevato (~5-30°C ma raggiunge un optimum nel range ~20-24°C).

L’umidità, al contrario, è un fattore importantissimo: valori elevati persistenti conseguenti a piogge, rugiada e nebbie sono fondamentali per l’infezione e portano in breve tempo alla comparsa dei sintomi.

Il momento in cui la vite è più suscettibile all’infezione è seguente alla fase fenologica di invaiatura-inizio maturazione, dove l’accumulo di zuccheri favorisce le fasi di germinazione e di penetrazione degli elementi vegetativi del fungo.

Monitorare la muffa grigia con Agricolus

La Botrite o Muffa grigia può essere agevolmente monitorata nel suo sviluppo e nella probabilità di rischio dell’infezione attraverso uno dei modelli previsionali per infestazioni e fitopatie della vite presenti in GrapeDSS, la soluzione dedicata alla gestione del vigneto.

Il modello offre una facile e affidabile lettura della situazione potenziale di campo: essa viene infatti categorizzata il base al livello di rischio (basso, medio e alto), sulla base di valori ambientali monitorati, per permettere all’agricoltore di intervenire tempestivamente.

Modello previsionale per Botrite o Muffa grigia all'interno di GrapeDSS

Modello previsionale per Botrite o Muffa grigia all’interno di GrapeDSS

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