Le mappe di resa: l’importanza dei dati in agricoltura

Mietitrebbia e mappe di resa
Federica FerroniDottore in Sviluppo rurale sostenibile

Le aziende agricole hanno oggi molteplici strumenti tecnologici a disposizione, che hanno l’obiettivo di aumentare l’efficienza della produzione e ridurre i costi. Tali tecnologie registrano e producono una mole rilevante di dati che, se analizzati e letti in modo adeguato, permettono di ottimizzare il lavoro nei campi, gestire efficacemente risorse e input di produzione, ridurre gli sprechi.

I dati assumono quindi un’importanza significativa nell’agricoltura moderna e sono fonte di grandi trasformazioni nel settore: le mappe di resa ne sono la dimostrazione.

Cosa sono le mappe di resa e come vengono prodotte

Le mappe di resa sono mappe dei campi in cui viene riportata la resa rilevata in ogni singolo metro quadrato.

Mappa di resa di un campo

Mappa di resa di un campo a Casalina

Sono molto diffuse per i cereali autunno-vernini, raccolti con una mietitrebbia dotata di un apposito sensore che registra in modo costante la quantità di granella raccolta.

Ogni informazione è georeferenziata, in modo da poter essere visualizzata in mappa. Questa prima fase genera dati grezzi, cioè non immediatamente leggibili dagli agricoltori. Per questo occorre una fase di pulizia e una di generalizzazione per fornire informazioni concrete e utilizzabili dalle aziende agricole.

Durante la fase di raccolta dei dati in campo, infatti, si possono verificare alcuni errori che producono valori scorretti; ad esempio, dati con valori di resa che la pianta non è in grado fisiologicamente di produrre o pari a zero, oppure dati registrati in punti in cui la velocità rilevata della mietitrebbia risulta troppo elevata.

Inoltre vanno tenuti in considerazione:

  • errori legati all’ampiezza di taglio, ovvero quando solo una parte della barra falciante procede alla raccolta e l’informazione non viene registrata dal sensore. (Fig. 1)
Errori mappe di resa

Errori mappe di resa

  • errore di inserimento del “ritardo di flusso”, cioè impostazione scorretta dell’intervallo di tempo che prevede il passaggio della granella dalla barra alla bilancia. (Fig. 2)
  • errori legati al rallentamento o accelerazione della trebbia, mantenendo lo stesso ritardo di flusso. (Fig. 3)
  • errore nell’acquisizione di dati durante operazioni come la sterzatura del mezzo. In questi momenti non viene raccolta granella, ma il macchinario continua a registrare dati. (Fig. 4)

Una volta effettuata la fase di pulizia dei dati, si procede a quella di generalizzazione, che permette di interpolare i dati e produrre vere e proprie mappe di resa, utili all’utente finale.

L’agricoltore può quindi individuare le zone del campo che hanno avuto una resa più o meno elevata, fare previsioni sulle rese degli anni successivi e utilizzare queste informazioni per adottare mappe di prescrizione per ottimizzare la concimazione.

Mappe di resa: esempi di applicazione

Le mappe di resa supportano tecnici e agricoltori nel migliorare le pratiche agricole in campo e forniscono indicazioni su quali colture seminare nella stagione agraria successiva e sulla densità di semina ottimale.

A causa dell’alta variabilità dei suoli, ci sono zone del campo che sono meno produttive: le mappe di resa permettono di rilevare le disuguaglianze all’interno del campo e capire quali soluzioni adottare per avere le massime rese e la massima qualità.

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