Mal dell’esca della vite

Il mal dell’esca della vite è una sindrome dovuta all’azione di vari funghi che attaccano il legno della pianta ospite e provocano importanti danni al vigneto.

Il nome “esca” deriva dall’impiego del legno delle piante malate come combustibile (esca) per accendere il fuoco, dato che la malattia le essiccava. Il mal dell’esca è una malattia nota fin dall’antichità: già ai tempi dei Romani e dei Greci ne erano stati osservati i sintomi, ad esempio ne parlano Catone il Censore (De Agri Cultura) e Gaio Plinio Secondo (Storia Naturale). Descrizioni maggiormente accurate sono state ritrovate in scritti risalenti al Medioevo, come nel Kitab al-Felahah di Ibn al-Awam, uno spagnolo vissuto a Siviglia alla fine del dodicesimo secolo dopo Cristo e nell’Opus Ruralium Commodorum di Piero De’Crescenzi, nato attorno al 1233 a Bologna. Solamente dal secolo scorso, e soprattutto in quest’ultimo decennio, si sono però approfondite le conoscenze sulla sua eziologia, biologia ed epidemiologia.

Il mal dell’esca è attualmente diffuso in gran parte delle aree viticole Mondiali, come si può vedere nella mappa a fianco, causando notevoli perdite economiche.

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